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Paolo Sabbatini

I Ching

6 aprile – 16 aprile 2005

INAUGURAZIONE MERCOLEDI’ 6 APRILE 2005 2003 ORE 18:30
I poemi ‘singrafici’ di Paolo Sabbatini

Artista sensibile, colto e attento, ma anche studioso desideroso di esplorare la realtà intima e simbolica del mondo fenomenico per portarne alla luce, con umiltà e autentica volontà di conoscenza i significati più nascosti e reconditi, evocandoli senza tuttavia svelarli, Paolo Sabbatini non poteva non giungere ad affrontare quel meraviglioso testo divinatorio cinese che è lo I Ching (o Yi Jing) e proporci una sua personalissima lettura e interpretazione dei 64 segni che lo costituiscono, gli esagrammi. Lo ha fatto, però, a suo modo: mediante un lavoro di ricerca ed elaborazione che, nel tempo, si è trasformato in una profonda meditazione sui segni dello I Ching; percepiti e còlti nella individualità delle singole linee, nell’interezza dell’esagramma e nella percezione d’insieme dell’intero sistema segnico nel quale si sintetizza e riflette, secondo l’antica visione cinese, la totalità dell’Universo. Una visione, come egli stesso la definisce, di carattere ‘singrafico’ nella quale l’asciutto ed essenziale segno evocato dall’atto divinatorio del bugua, la divinazione per esagrammi, si trasforma in oggetto di vera e propria contemplazione, anche estetica. L’opera scaturisce infatti da una prolungata meditazione sulla natura stessa degli esagrammi e richiede, a chi con essa si relazioni, il medesimo approccio per lasciare che gradualmente la potenza significante del segno emerga e si affermi alla coscienza. Paolo ha inoltre saputo cogliere in modo delicato e dedicato la natura mutevole degli esagrammi e delle linee che li compongono, al punto che ciascuna delle sue 64 elaborazioni ha preso forma attraverso una continua trasformazione, un mutamento percepibile nella forma finale, ma niente affatto cristallizzata, assunta dai segni al termine del processo creativo. Ciascuno degli esagrammi di questo ‘poema singrafico’ è, infatti, vivo e mutevole, ciascuno riflette l’incessante mutamento che caratterizza il flusso del mondo, nelle sfumature e tonalità di colore, nei materiali adottati, nella diversa sostanza conferita a ciascuna delle linee, nelle forme che, celate all’interno degli esagrammi, si svelano solo ad uno sguardo attento, ad una ‘lettura’ consapevole. Qui sta infatti la radice segreta dello I Ching che Paolo Sabbatini ha saputo cogliere con sottile e acuta sensibilità: gli esagrammi simbolizzano il mondo, e l’universo intero in essi si riflette continuamente, sintetizzato in una forma grafica di ineguagliata eleganza.

Filippo Salviati
Facoltà di Studi Orientali, Università degli Studi di Roma, ‘La Sapienza’

Paolo Sabbatini Rancidoro
Pittore e calligrafo italiano. Ha studiato arte in Italia e in Francia, e ha vissuto soprattutto all’estero – specialmente in vari Paesi dell’Asia – dove ha approfondito lo studio di altre culture, da cui trae la sua ispirazione. Ora ha il suo atelier in Roma.
Appassionato di scienze esoteriche, ha concepito e realizzato una trasposizione grafica e calligrafica del libro di divinazione cinese “I Ching” (non si conoscono altri esempi di tale impresa), qui presentata al pubblico per la prima volta.
Opere di Rancidoro fanno parte di collezioni permanenti di musei e di numerose raccolte private nel mondo. Dipinti e calligrafie dell’artista decorano il Ministero degli Esteri d’Italia, l’Istituto Diplomatico e alcune Ambasciate all’estero.
Negli ultimi anni Rancidoro sta sperimentando una forma di “body art”: impressioni su tela di corpi di esseri umani viventi, in omaggio alla Sacra Sindone di Torino, e seguendo il tema della resurrezione dello Spirito.

Fino al 16 aprile 2005.

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