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Adrian Tranquilli

“TRANSIDER”

25 settembre 1997

Transider, il titolo della personale del trentunenne artista romano, è un’espressione inventata, che riesce però a comunicare l’idea del passaggio, dell’attraversamento attuato da Tranquilli, spostando continuamente l’asse di una possibile formalizzazione della sua opera. I lavori in mostra indagano nuove soluzioni tecniche e formali testimoniando una ricerca in costante avanzamento. Abbandonata la dialettica del bianco e nero che caratterizzava ancora le sue opere recenti, emergono immagini dai colori intensi elaborate al computer e impresse su fogli di Pvc, sottratte a una rivista di moda o alle cupe atmosfere delle storie a fumetti di Todd McFarlane. A queste si alternano lavori scultorei invadenti e leggeri ad un tempo, realizzati in materiali selezionati accuratamente dall’artista per la loro qualità di reagire, di prender vita sotto la sua azione (cera, fil di ferro ecc.). Opere che tornano a riflettere su terni carichi di forza simbolica che da sempre accompagnano la sua ricerca.

Il corpo, straziato o artificiale, è il vero protagonista della sofisticata messa in scena di Tranquilli, Figure deformate da allungamenti esasperati, mani di cera ricoperte di pigmento di colore acceso che attraversano lo spazio della galleria per conficcarsi nelle pareti o aggrovigliarsi su se stesse come animate da una forza vitale. Presenze ambigue, spettrali, che mettono in tensione lo spettatore e lo spazio in cui si muove, che sono in grado di colpire il suo immaginario come fossero improvvise apparizioni rivelatrici.

Claudio Di Biagio

Allestimento

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